Si chiama “Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” ed è l’ultimo ironico e dissacrante lavoro della regista teatrale Livia Ferracchiati.
Una commedia divertente e surreale che ci interessa perché mette in scena una coppia, IO e TU, che vive il suo rapporto tra litigi, dubbi e incomprensioni… inciampando anche sulla gelosia retroattiva.
Tutta colpa di IO, ovviamente. Come ogni geloso retroattivo infatti il protagonista maschile (interpretato da Fabio Paroni) è insicuro, fantasioso, paranoide, curioso. E soprattutto ossessivo.

TU Da quanto stiamo insieme?
IO 9 mesi.
TU E quante volte mi hai lasciato?
IO Con questa?
TU Sì.!
IO 11 e mezzo.

La storia mi ha incuriosito e ho quindi deciso di girare all’autrice dello spettacolo un paio di domande sulla vita della coppia in scena, così vicina e simile alla realtà dei lettori di questo sito.

– Nel tuo ultimo spettacolo “Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” metti in scena una coppia, IO e TU, alle prese con problemi e incomprensioni.
Ce li descrivi? Puoi illustrarci le dinamiche che attanagliano i due personaggi e la loro relazione?

IO e TU sono una coppia che ha paura della routine e della fine. Fine intesa come la fine di una storia d’amore, ma anche in senso più ampio, ossia la morte o il fatto che vita, in ogni suo ambito, non è eterna. Le loro incomprensioni, perciò, si fanno litigio e lotta corpo a corpo. È una guerra, in realtà, che serve a non far spegnere il sentimento.

– IO vive il disagio della gelosia retroattiva.
Quanto è forte in lui l’ossessione verso il passato di TU? In che modo i suoi comportamenti influiscono sulla vita di coppia?
Come reagisce TU alle manifestazioni di gelosia del suo uomo?

Sicuramente IO è un personaggio affetto da una lacerante gelosia retroattiva che lo porta a tentare di chiudere la storia con TU, più o meno, ogni mese all’incirca. Le sue ossessioni estenuano TU e vengono esasperate a livello drammaturgico proprio per creare un gioco comico tra i due personaggi. Di fronte alla domande un po’ ingenue e un po’ infantili di IO il pubblico spesso ride, ma dietro quella risata si nasconde una tragedia intima in cui, spesso, ci si specchia. Lo spettacolo è proprio un’indagine su questo: sul chi siamo noi in profondità e sui nostri meccanismi psicologici che incidono così profondamente sui risvolti pratici del nostro quotidiano.

Gelosia retroattiva a teatro con "Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti" di L. Ferracchiati
IO e TU, i due attori protagonisti della commedia… in un concitato confronto.

– Quali sono le cause che fanno scaturire in IO la gelosia?

Questa è un’ottima domanda. Credo la paura di essere lasciato e, forse, un’autostima che vacilla. Tanto è sicuro su alcuni aspetti della sua persona, tanto è insicuro su altri, forse quelli più attinenti al lato fisico. In più è affetto da utopia: l’utopia di non perdere mai TU, nemmeno nel passato.

– Alla fine IO riuscirà a battere la sua Sindrome di Rebecca?

La gelosia non batte IO. TU lo ama e la coppia si aiuta reciprocamente. I due hanno trovato un’isola felice nelle difficoltà della relazione sentimentale.
In più IO e le sue ossessioni somigliano più alle bizze di un bimbo che non a quelle di un uomo adulto iracondo, quel che salva IO è forse un’altra sindrome: quella di Peter Pan. In più, sia IO che TU hanno un dono: l’ironia.


– Cosa ha ispirato questo dettaglio della gelosia degli ex durante la stesura del copione? Quanto hai preso spunto dalla quotidianità? Hai vissuto in prima persona, direttamente e non, il disagio?

Lo spettacolo è diviso in quadri. Ogni quadro racconta un episodio quotidiano straniato attraverso l’ironia e il particolare punto di vista di IO. Ogni scena prende spunto da storie vere, racconti di amici o anche esperienze vissute in prima persona. Devo ammettere che il passato della persona con cui sto non mi lascia indifferente, ma credo che sia importante il gioco e lo scherzo. Prendere troppo sul serio qualcosa è deleterio sempre.

Impossibile non condividere quest’ultima riflessione.
L’ironia è davvero una della poche armi a disposizione di chi soffre di gelosia retroattiva per sconfiggere i pensieri che si legano inutilmente ad un passato che non è nemmeno il proprio.
Dissacrare il passato aiuta a ridurne il valore attribuito da visioni limitate, errate, e punti di vista in netto contrasto tra loro.

Dalla pagina ufficiale della commedia:

Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti è un amore al tempo delle paranoie.
 IO, un fumettista disegnatore di orsi, e TU, un’ingegnere dalla mentalità scientifica, sono al centro di episodi quotidiani che vengono straniati attraverso dialoghi serrati e didascalie che si fanno flusso di coscienza.
 IO si trova a schederà gli ex della fidanzata, a disquisire riguardo al sesso anale e a diventare un Mimnermo contemporaneo quando TU scoprirà il primo capello bianco.
 Tra un duello verbale e l’altro si intravede una visione tragica della vita e dell’amore, perché, in fondo, dietro l’ironia e la battuta si nascondono il terrore per la morte e la paura di perdere l’altro.
*Il titolo dello spettacolo nasce dalla "vaga somiglianza" del protagonista maschile, IO, con alcuni tratti dei personaggi principali dei primi film di Nanni Moretti, anzi gioca proprio sul fraintendimento personaggio-autore e non è inteso in senso denigratorio, anzi, qualora Nanni Moretti sedesse tra gli spettatori e non sorridesse mai, ne rimarremo senza dubbio feriti.
 Lo spettacolo, ci dispiace deludere, non parla di Nanni Moretti, non si rifà direttamente a lui, a suoi personaggi o a situazioni tratte da suoi film e non lo chiama mai direttamente in causa.

“Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti” va in scena fino al 23 marzo al Teatro Elfo Puccini (corso Buenos Aires 33, ore 19.30, 13,50 euro).

Pagina ufficiale della compagnia The Baby Walk

fonte foto: pagina Facebook della commedia.
IO e TU, una coppia tra incomprensioni e litigi: quando la gelosia retroattiva entra in scena a teatro. Intervista a Livia Ferracchiati.
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